La Verità

Posted by Nebheptra     Category: Glosse

Il Tempo svela la Verità

Per quanto esistente di per sé, la Verità non è tale per tutti, ma lo diviene progressivamente per ogni anima umana a mano a mano che in essa si sviluppa e cresce la facoltà di comprenderla. Questa affermazione, che può sembrare opinabile,  è la sola che dia una spiegazione chiara e completa delle facoltà intellettuali e della loro evoluzione.

Vi sono due fondamentali ordini di verità che costituiscono due categorie ben distinte e definitive: la Verità materiale e la Verità spirituale dette altrimenti la verità esteriore e l’interiore; la prima è il risultato delle sensazioni e cioè di tutto ciò che ci appare per mezzo dei sensi e solo per essa è vero l’assioma aristotelico “nulla è nell’intelletto che prima non fosse nei sensi”. Ma oltre a questa vi è anche una verità spirituale del tutto indipendente dai sensi e la cui piena comprensione trascende il dominio non solo dei sensi stessi, ma anche della mente ordinaria; essa proviene dall’interno invece che dall’esterno, dallo Spirito invece che dai sensi ed è appunto perciò che viene in qualche caso denominata ispirazione. La conoscenza della prima forma di verità costituisce la Scienza quale oggi s’intende ordinariamente, mentre la conoscenza della verità spirituale si chiama più propriamente Sapienza e costituisce la base d’ogni religione e d’ogni profondo insegnamento.

A differenza della Scienza che forma i dotti e gli eruditi, la Sapienza forma i Saggi: i primi sono sviluppati solo mentalmente e si differenziano dagli uomini ordinari solo perché possiedono una maggiore e più sistematizzata quantità di cognizioni, mentre i secondi sono sviluppati spiritualmente ed è appunto tale sviluppo dell’anima alla Luce dello Spirito ciò che li contraddistingue.

La differenza sostanziale tra le due forme di conoscenza appare anche nel modo con cui tale conoscenza si acquista: mentre la verità materiale si dimostra coll’esperienza materiale, la verità spirituale non appare che con un’esperienza di genere del tutto diverso che, solo per analogia, può dirsi esperienza spirituale. Intermediaria tra le due è la verità razionale che si acquista mediante il ragionamento, partendo o dalla verità spirituale o dalla verità materiale: nel primo caso si ha la deduzione e nel secondo l’induzione. Ma la verità spirituale non è di per sé suscettibile di alcun ragionamento essendo al di sopra della mente razionale: essa non può dimostrarsi ma solo intuirsi più o meno chiaramente e questa intuizione può essere facilitata esponendo i diversi aspetti di tale verità nella forma più appropriata ma sempre in modo assiomatico, senza tentare in alcun modo di darne una dimostrazione. Le parole dei Saggi di tutti i tempi, trascritte nei libri sacri d’ogni religione sono altrettante espressioni di verità spirituali, in forma quasi sempre simbolica, e perciò non da tutti comprese nel loro profondo significato, fino a che non si è sviluppata la facoltà di comprensione spirituale.

La verità che forma l’oggetto di questo post era una volta insegnata nel segreto dei templi a quei candidati che avevano dato prove sufficienti da mostrarsene degni; questa verità è veramente fondamentale perché, ben compresa, dà la chiave di tutti i misteri della natura e dell’uomo. Ma per questo non basta averne un barlume o formarsene un concetto più o meno indefinito; occorre riflettervi lungamente e considerarla sotto tutti gli aspetti, abituandosi a trarne tutte le possibili conseguenze.  Occorre soprattutto acquistarne quella certezza spirituale che non può venire scossa da nessun ragionamento, ed a ciò si può giungere con una sufficiente riflessione, perché è appunto durante la meditazione che la Luce spirituale penetra nella mente sotto forma d’intuizione e d’ispirazione e la Realtà appare nel suo vero aspetto.

La Verità fondamentale alla quale si possono ridurre tutte le altre forme od aspetti parziali della verità – quella verità che occorre cercare di comprendere spiritualmente per dare alla propria coscienza quell’orientamento che la condurrà alla Pace, alla Forza e alla Serenità – si esprime con tre parole: Tutto è Uno.

TUTTO E’ UNO, tutto è compreso nell’Uno, niente esiste che non faccia parte dell’Uno (che è Tutto) e che non sia Uno con Esso.

Questa è la semplice e profonda affermazione che è il principio fondamentale (evidente o nascosto) di ogni religione e di ogni filosofia degna di nome.