Conversazione alchemica

Posted by Nebheptra     Category: Alchimia, Fasi dell'Opera

Cavaliere e Dama

“… La spada di un cavaliere era realizzata con un acciaio molto speciale, di cui solo qualche forgiatore conosce il segreto. Non importa chi sia il mastro-ferraio che realizza la spada dei maestri! Perché essa è concepita, essa prende vita già dalla preparazione della materia prima.

[…] Sono quei piccoli uccelli a rigenerare il meraviglioso acciaio alchemico. I fabbri che erano scelti per questo lavoro e che conoscevano gli alchimisti più famosi al punto da essere considerati essi stessi alchimisti,  catturavano dozzine di uccelli solo per qualche settimana per poi rilasciarli alla natura, non appena in possesso dei loro escrementi.

Prendevano un ferro battuto nel modo in cui ho già spiegato e, una volta tagliato in pezzettini piccolissimi, mischiavano questa polvere di ferro al mangime degli uccelli. Gli escrementi raccolti erano fusi con tutto l‘apporto del fuoco segreto: una quantità di scorie si separava dall’acciaio sottilissimo e l’operazione veniva ripetuta almeno una volta. Poi l’acciaio veniva ridotto in lamelle finissime e assemblato in seguito sull’incudine del fabbro con l’aiuto della polvere di vetro di cui ti ho già parlato.

… Quest’acciaio ha una sonorità particolare, che spaventa i nemici in combattimento. Inoltre ha la proprietà di  vibrare secondo  una frequenza che evita gli infrasuoni, il che rende l’uso della spada particolarmente facile. Sembra leggerissima quando si incrocia con un’avversaria. Va sottolineato anche che la spada era forgiata a misura del cavaliere, che gli imprimeva delle proprietà inesistenti per gli altri cavalieri o per gli altri uomini. Nelle mani degli indegni, non valeva più di una pesante sciabola, poco maneggevole ed inadatta alla sua forza d’attacco.

Infatti i forgiatori erano a contatto con i cavalieri per lungo tempo prima di forgiargli la spada, misurando la  forza  dei loro colpi, al fine di assemblare sull’incudine la giusta quantità di lamelle, etc. La spada concepita in tal modo era unica e, nelle mani del suo proprietario, era più temibile di un cannone.”

Ө Ө Ө

 “… se ti ho parlato della spada, è per dirti che tutti i metalli guadagnano qualità durante la fermentazione. Esistono moltissimi metodi di fermentare i metalli, e non occorre ricordare che l’arcano ermetico della fermentazione non riguarda solo il regno minerale, ma anche quello vegetale e quello animale: il modus operandi resta lo stesso nel suo principio, che è l’azione di un fermento.

Quest’azione va intesa a più livelli su tutte le materie lavorate che il lievito va a toccare. Nei modi più bassi e comuni, si tratta solo di ridurre le parti volatili e spirituali dei corpi in fissità moltiplicativa. Nei modi più sottili, che sono i modus operandi della terza opera (qualunque sia la via scelta), “fermento” vuol dire la parte maschile e fissa della Pietra.

… I novizi confondono spesso fermentazione e digestione. La digestione è molto differente, perché non genera  alcun fermento e non usa che un regime esterno. La fermentazione, al contrario, è una generazione che utilizza il suo fuoco interno, le sue virtù, per mezzo del fuoco nascosto che è contenuto nei corpi.

Occorre esercitarsi a saper fermentare. Ciò è importantissimo e permette di comprendere molte cose. All’inizio, occorre fermentare il regno vegetale, anche se si è scelta un’altra via come compagna di questa vita. Solo in seguito occorrerà attardarsi al livello della fermentazione dei piccoli particolari: solo così non si rischia di rovinare la Grande Opera.

La maggior parte dei novizi di Ermete saltano volontariamente queste tappe graduali dell’Opera: essi attaccano, si può dire, direttamente la cosa più difficile al mondo: la Pietra Filosofale. Se potessero, come per magia, vedere ciò che fanno veramente, ovunque essi fossero si getterebbero  in ginocchio ad implorare perdono alla Vergine.

Occorre iniziare piano, come in tutte le cose, poi lavorare con tanta pazienza come una formica, tutti i giorni, con grande perseveranza ed umiltà. E, come regola generale, non passare mai alla tappa successiva senza aver prima terminato con successo quella in corso.  La fretta è la personificazione del Diavolo.”

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