Riflessione sugli eventi

Posted by Nebheptra     Category: Glosse

La vita divina fluisce attraverso tutti gli esseri e tutte le cose ed anima le nostre più piccoli azioni quotidiane.

Tutti collaboriamo ad una sola opera, alcuni con piena coscienza e intelligenza, altri senza saperlo: anche quelli che dormono lavorano e cooperano a ciò che succede nel mondo, allo stesso modo di quelli che cercano di risalire la corrente e trasmutare se stessi. Colui che regge il Tutto si servirà, in ogni caso, di questi ultimi alla bisogna e li metterà tra i suoi collaboratori e cooperatori.

Tutte le cose sono interconnesse e praticamente nessuno è estraneo all’altro. Vi è infatti un solo Mondo composto di tutto, un solo Dio presente ovunque, una sola Sostanza, una sola Legge, un solo Spirito comune a tutti gli esseri intelligenti, una sola Verità.

Tutto ciò che capita ad ognuno è utile al Tutto.

Il progresso è il movimento universale degli esseri che incessantemente vengono da Dio e risalgono continuamente a Dio cercando di raggiungerlo. E’ un perpetuo susseguirsi di una vita inferiore verso una vita superiore, il legame tra il finito con l’infinito.

L’uomo guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al Cuore.

Chiamiamo Destino tutto ciò che ci limita. Se siamo brutali, il destino prende una forma brutale. Quando ci raffiniamo, gli ostacoli prendono una forma più sofisticata. Se ci eleviamo alla cultura spirituale, l’antagonismo prende una forma spirituale.

Chi sa volere è condotto, chi non sa volere è trascinato. Ogni contrarietà è stata evocata da noi, forse un’ora fa, o forse un secolo fa. Essa non è altro che il legittimo ostacolo allo sviluppo di uno dei fiori della nostra egoità.

Come il nostro corpo scoppierebbe se fosse sottratto alla pressione atmosferica, parimenti se il peso della miseria, delle pene, delle avversità e degli sforzi vani fossero tolti dalla vita dell’uomo, l’eccesso della sua arroganza sarebbe così smisurato da farlo esplodere in mille schegge, ovvero lo spingerebbe alla più disordinata insanità fino alla follia. In ogni momento occorre a ciascuno una certa dose di preoccupazione, dolore o sofferenza, come occorre la zavorra alle navi per tenerle dritte e permetterle di navigare dritte.

Il caso non esiste. Ogni evento ha una ragione d’essere ed obbedisce ad una causa nascosta.

Conversazione alchemica

Posted by Nebheptra     Category: Alchimia, Fasi dell'Opera

Cavaliere e Dama

“… La spada di un cavaliere era realizzata con un acciaio molto speciale, di cui solo qualche forgiatore conosce il segreto. Non importa chi sia il mastro-ferraio che realizza la spada dei maestri! Perché essa è concepita, essa prende vita già dalla preparazione della materia prima.

[…] Sono quei piccoli uccelli a rigenerare il meraviglioso acciaio alchemico. I fabbri che erano scelti per questo lavoro e che conoscevano gli alchimisti più famosi al punto da essere considerati essi stessi alchimisti,  catturavano dozzine di uccelli solo per qualche settimana per poi rilasciarli alla natura, non appena in possesso dei loro escrementi.

Prendevano un ferro battuto nel modo in cui ho già spiegato e, una volta tagliato in pezzettini piccolissimi, mischiavano questa polvere di ferro al mangime degli uccelli. Gli escrementi raccolti erano fusi con tutto l‘apporto del fuoco segreto: una quantità di scorie si separava dall’acciaio sottilissimo e l’operazione veniva ripetuta almeno una volta. Poi l’acciaio veniva ridotto in lamelle finissime e assemblato in seguito sull’incudine del fabbro con l’aiuto della polvere di vetro di cui ti ho già parlato.

… Quest’acciaio ha una sonorità particolare, che spaventa i nemici in combattimento. Inoltre ha la proprietà di  vibrare secondo  una frequenza che evita gli infrasuoni, il che rende l’uso della spada particolarmente facile. Sembra leggerissima quando si incrocia con un’avversaria. Va sottolineato anche che la spada era forgiata a misura del cavaliere, che gli imprimeva delle proprietà inesistenti per gli altri cavalieri o per gli altri uomini. Nelle mani degli indegni, non valeva più di una pesante sciabola, poco maneggevole ed inadatta alla sua forza d’attacco.

Infatti i forgiatori erano a contatto con i cavalieri per lungo tempo prima di forgiargli la spada, misurando la  forza  dei loro colpi, al fine di assemblare sull’incudine la giusta quantità di lamelle, etc. La spada concepita in tal modo era unica e, nelle mani del suo proprietario, era più temibile di un cannone.”

Ө Ө Ө

 “… se ti ho parlato della spada, è per dirti che tutti i metalli guadagnano qualità durante la fermentazione. Esistono moltissimi metodi di fermentare i metalli, e non occorre ricordare che l’arcano ermetico della fermentazione non riguarda solo il regno minerale, ma anche quello vegetale e quello animale: il modus operandi resta lo stesso nel suo principio, che è l’azione di un fermento.

Quest’azione va intesa a più livelli su tutte le materie lavorate che il lievito va a toccare. Nei modi più bassi e comuni, si tratta solo di ridurre le parti volatili e spirituali dei corpi in fissità moltiplicativa. Nei modi più sottili, che sono i modus operandi della terza opera (qualunque sia la via scelta), “fermento” vuol dire la parte maschile e fissa della Pietra.

… I novizi confondono spesso fermentazione e digestione. La digestione è molto differente, perché non genera  alcun fermento e non usa che un regime esterno. La fermentazione, al contrario, è una generazione che utilizza il suo fuoco interno, le sue virtù, per mezzo del fuoco nascosto che è contenuto nei corpi.

Occorre esercitarsi a saper fermentare. Ciò è importantissimo e permette di comprendere molte cose. All’inizio, occorre fermentare il regno vegetale, anche se si è scelta un’altra via come compagna di questa vita. Solo in seguito occorrerà attardarsi al livello della fermentazione dei piccoli particolari: solo così non si rischia di rovinare la Grande Opera.

La maggior parte dei novizi di Ermete saltano volontariamente queste tappe graduali dell’Opera: essi attaccano, si può dire, direttamente la cosa più difficile al mondo: la Pietra Filosofale. Se potessero, come per magia, vedere ciò che fanno veramente, ovunque essi fossero si getterebbero  in ginocchio ad implorare perdono alla Vergine.

Occorre iniziare piano, come in tutte le cose, poi lavorare con tanta pazienza come una formica, tutti i giorni, con grande perseveranza ed umiltà. E, come regola generale, non passare mai alla tappa successiva senza aver prima terminato con successo quella in corso.  La fretta è la personificazione del Diavolo.”

Conferenza: Ermetismo e Alchimia

Posted by Nebheptra     Category: Alchimia

Il guizzo di Ermes tra Cielo e Terra

 

Mercurio

Condotto da:  Giovanni D’Amico  e Caterina Mucci

 

Con il patrocinio della

Società Italiana Di Studi Ermetici

 

Mercoledì 30 novembre ore 21:00

 

 presso Ass. NUHA CULTURA E BENESSERE

Via Sarzanese n 1096 Lucca

Info 3493996509

 

L’Ermetismo è una scienza e una filosofia di vita. Un insieme di dottrine antiche e sapienziali fondate su una Tradizione che è vivente perché costituita da una ininterrotta catena di anime che giunge a parlarci direttamente con un linguaggio adeguato ai nostri giorni. Uno degli obiettivi iniziali di un Ermetista è sperimentare in piena coscienza che la spiritualità dell’uomo è parte integrante della sua vita; che non esistono piani invisibili – separati dalla materia con altrettante invisibili barriere – ma solo manifestazioni diverse dell’Unità-Uomo: il suo ‘Microcosmo’. Si tracceranno delle linee guida in un excursus volto a fissarne i principali concetti per chiunque, affascinato dalle tematiche dell’Anima, intende approfondirne i codici e i messaggi, lasciandosi guidare dalle ali di Ermes …

 

Ingresso libero

Le due porte

Posted by Nebheptra     Category: Glosse, Opera al Bianco

Ognuno nel suo cuore ha due porte, che possono essere aperte o chiuse: una superiore, rivolta verso il mondo dello Spirito, che lascia penetrare la rugiada del Cielo, la voce del Maestro, l’ispirazione degli Esseri Invisibili, delle Entità a noi superiori; l’altra inferiore, che ci apporta la vita materiale e comunica con tutte le forze, tutti gli esseri che si trovano in basso, utili, ma potenzialmente pericolosi.

Dalla porta superiore viene il desiderio d’Infinito, di Unità, viene l’orientamento dell’uomo verso l’alto, verso il Vero, il Reale, l’Uno. Ciò spinge a trasmutare il proprio corpo, il proprio cuore, la famiglia, il proprio campo, quello del vicino, la terra stessa.  Tale lavoro si può estendere in senso orizzontale, così da entrare in contatto con gli esseri dello stesso livello spirituale.  O può progredire in altezza:

  • sia consapevolmente, in piena coscienza di ciò che è l’uomo, la vita, la legge universale;
  • sia inconsapevolmente, senza coscienza, senza aver mai desideratocercato né incontrato un Maestro o in presenza di ritardi da recuperare: ed allora si cammina con gli occhi chiusi trascinati dalla corrente, dalla legge del destino, attraverso la sofferenza;
  • sia infine, ma ciò è raro, che si conosca la legge, la verità, e vi si rivolti contro: questo è il peccato contro lo Spirito, che produce i maghi neri, i settari ed i falsi profeti.

Dalla porta inferiore, sempre socchiusa, vengono le forze materiali, gli istinti, tutte le voci della Natura. Da qui arriva la forza vitale, e tutte le attività in noi cesserebbero se questa corrente ascendente si fermasse.  Ma l’uomo è sempre spinto ad aprire questa porta più del necessario. Allora le forze elementari arrivano in eccesso, sommergendo l’uomo, la sua ragione, il suo desiderio di luce. Egli viene invaso dallo spirito di dominazione, non è più padrone di se stesso, ma uno schiavo. E, da questo impulso continuo (analogo a quello che spinge l’uomo verso la luce, verso l’Unità), tutte queste forze tendono incessantemente ad invadere il suo cuore: esse sono attratte dalla luce, perché è questa l’unica strada che hanno per raggiungere la luce e conquistare l’immortalità.

Per questo occorre vegliare e pregare, discernere gli spiriti, non lasciarsene sommergere. Dunque il programma dell’uomo teso verso l’ascesi si risolve in tre azioni: la prima in orizzontale, è la ricerca della comunione con i propri fratelli spirituali; la seconda in altezza, è il desiderio, lo sforzo, l’irto cammino da seguire; la terza in basso, è l’armonizzazione, la pacificazione delle forze istintive che ribollono in lui, non per distruggerle, ma per illuminarle.